Dalle tabelle Excel alla macchina da cucire: come sono diventata un’artigiana della pelle

Mi chiamo Alo e ci sono due domande che mi fanno quasi tutti i giorni:
- Cosa significa il tuo nome?
- Come hai iniziato a creare borse in pelle artigianali?

Alla prima ormai rispondo in un secondo (o quasi). Per la seconda, invece, mi prendo sempre un attimo di tempo. Devo confessarti una cosa: quando ci penso, nemmeno io so spiegare con esattezza come sono diventata un'artigiana.

Ci sono cose nella vita che non si possono spiegare. Sono sempre stata convinta – e avevo le prove tangibili – di non essere portata per le attività creative. Mi ritenevo più una persona razionale, da calcoli e procedure.

Poi, un giorno, tutto è cambiato.

Mi sono seduta davanti alla macchina da cucire. Con un po' di timore l'ho accesa, dopo aver appuntato su un quaderno ogni singolo passo da fare: attivare l'interruttore, schiacciare delicatamente il pedale, abbassare la leva... Avevo un piccolo scarto di pelle tra le mani. Ed ecco i primi punti: il filo che si intreccia e la magia che prende forma.

Me la ricordo ancora quella sensazione. Le mani che si muovevano piano, l'occhio fisso sull'ago che saliva e scendeva. A volte trattenevo il respiro mentre premevo il pedale che muoveva tutto. Sembra passato un secolo, e invece era solo il gennaio del 2023.

Facciamo un piccolo passo indietro. Ho aperto la mia azienda nel 2015, specializzandomi nella produzione di accessori per moto in vera pelle. All'epoca mi occupavo esclusivamente della parte gestionale e amministrativa: ordini, spedizioni, contabilità. Ero convinta che fosse quello il mio ruolo, il posto in cui potevo fare davvero la differenza per la mia società.

Eppure, guardavo il reparto produzione sempre con molta ammirazione. In effetti, quello che succedeva a pochi metri da me era vera e propria magia: semplici fogli di pelle si trasformavano in oggetti stupendi. Così, mentre con un occhio guardavo lo schermo del computer, con l'altro sbirciavo le mani abili degli artigiani che tagliavano, cucivano e creavano.

Sono una persona curiosa, lo sono sempre stata, ed è proprio questo che mi ha permesso di apprendere capacità molto diverse tra loro nel tempo. A un certo punto, però, guardare non mi bastava più.

Dovevo FARE.

Dal cartamodello all'ologramma: il giorno in cui è nata la mia prima borsa
Siccome nessuno nasce imparato, ho iniziato proprio come una volta: facendo il garzone. Tracciavo i cartamodelli sulla pelle e tagliavo sotto la stretta supervisione dei miei artigiani. Nel frattempo continuavo a fare prove di cucitura sugli scarti. Toccando i diversi tipi di pelle, giorno dopo giorno, imparavo a conoscerli. Nella mia testa si ripeteva un'eco di stupore immenso: "Ah, ma allora con questa potrei fare...". Passavo le giornate a osservare gli accessori già pronti, scrutando ogni minimo dettaglio.

Poi un giorno ho preso coraggio. Il momento era arrivato.

Ero da sola in laboratorio, in pieno periodo di ferie per tutti. Seduta al banco da lavoro con una pelle tra le mani, all'improvviso è successo qualcosa: non stavo più guardando un semplice foglio steso. Davanti ai miei occhi stava prendendo forma un oggetto, proprio come in un film di fantascienza in cui la mente costruisce un ologramma tridimensionale. Lo vedevo chiaramente davanti a me.

Senza che nemmeno me ne rendessi conto, ho iniziato a disegnare, tagliare e cucire la mia prima borsa in pelle.

La conservo ancora oggi. Quando ho fatto l'ultimo punto di cucitura l'ho presa tra le mani ed ho sceso le scale, con lo sguardo incredulo, per farla vedere ai miei fratelli. Sono rimasti letteralmente di stucco.

È così che è nata Matilde. E in quel giorno di settembre del 2023, sono diventata un’artigiana.

Il perché la mia prima borsa si chiami proprio Matilde? Questo ve lo racconto nel prossimo articolo!

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